Brevi cenni circa le attività svolte dall’Autorità d’Ambito I N D I C E 1 – Premessa 2 – Inquadramento generale dei compiti dell’A.ATO in materia di “Regolazione” nel settore idrico 3 – Panoramica sulle iniziative di ampio respiro previste nel 2009 3.1 - Il Piano d’Ambito 3.2 - La Convenzione di Gestione 3.3 – Definizione primi investimenti “Gestore Reti” 3.4 – Procedure per affidamento attività di Erogazione 3.5 - Prosecuzione dell’attività di consolidamento della “neonata” struttura consortile
4 - Disamina di dettaglio delle attività previste in materia di regolazione 4.1 - L’operato del Gestore 4.2 - La tutela dell’utente 4.3 - La tutela dell’ambiente 4.4 - Dinamica tariffaria e sostenibilità 5 - Ulteriori compiti posti a carico dell’autorità d’ambito 5.1 - Compiti previsti dal D.lgs. 152/2006 5.2 - Compiti previsti dai regolamenti attuativi della L.R. 26/2003 1 – Premessa L’anno 2009 sarà l’ottavo anno di attività dell’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale della provincia di Cremona, essendosi costituita ed insediata nel novembre 2001. La presente relazione costituisce il piano-programma che, quale “strumento programmatorio generale”, ne fissa le scelte e ne individua gli obiettivi per l’anno di riferimento. L’Autorità d’Ambito ha assunto, già a partire dal Novembre 2007, la forma di Consorzio obbligatorio fra Enti Locali. Il suo territorio di competenza coincide, secondo le vigenti disposizioni regionali, con quello della Provincia di Cremona. Nel solco delle normativa nazionale (prima la Legge Galli del 1994, poi il Codice dell’Ambiente del 2006) che ha impostato la riforma dei servizi idrici operando una netta distinzione fra l’attività di indirizzo e controllo, posta in capo all’Autorità d’Ambito, da quella di gestione ed erogazione del servizio, posta in capo a società, l’A.ATO cremonese, ha, in questi anni, promosso e finanziato la realizzazione di importanti interventi infrastrutturali (per diverse decine di milioni di euro) ed ha predisposto il cosiddetto Piano d’Ambito in preparazione dei compiti di regolazione che eserciterà dopo l’affidamento. 2 – Inquadramento generale dei compiti dell’A.ATO in materia di “Regolazione” nel settore idrico Per “regolazione” si intende il “controllo da parte di un’amministrazione pubblica su attività che vengono ritenute di particolare rilevanza sociale. Il controllo riguarda sia la condotta economica delle imprese … che quella sociale, il controllo ambientale, della qualità, della tutela del cittadino”. Essa “mira ad assicurare i servizi al maggior numero di utenti con sicurezza ed efficienza, e a garantire al settore ricavi adeguati, impedendo la formazione di profitti monopolistici”. Per regolazione economica, si intende “quel complesso di misure esplicite con le quali lo Stato induce negli agenti economici comportamenti che altrimenti non sarebbero stati adottati”, mentre per regolazione sociale, si intendono quelle “misure adottate al fine di prevenire o impedire certi comportamenti di rilevanza sociale da parte degli agenti”. La regolazione nel settore idrico, riguarda entrambi i succitati aspetti, e, nell’ordinamento vigente, vede coinvolti diversi attori, con compiti diversi e diverse funzioni: Stato (con i diversi Ministeri competenti), Comitato di Vigilanza sull’uso delle Risorse Idriche, Autorità di Bacino, Regioni, Autorità d’Ambito. L’attività di regolazione attribuibile all’Autorità d’Ambito, può essere concettualmente distinta in due diverse fasi: la prima, che si potrebbe definire di impostazione, si è concretizzata nella predisposizione del Piano d’Ambito (e nello svolgimento di tutte le attività ad esso propedeutiche), proseguirà, nel corso del 2009, con il perfezionamento e la sottoscrizione degli atti convenzionali fra A.ATO e sistema gestionale, così come risulterà dalle determinazioni dell’Assemblea in materia di organizzazione ed affidamento del servizio in conformità alla vigente normativa. La seconda fase, che si potrebbe definire a regime, si attuerà mediante la “manutenzione” della pianificazione infrastrutturale ed economico-finanziaria, oltre che con il controllo sull’operato del soggetto gestore. Tale controllo, si attuerà sulla base dei documenti sopra citati (Piano d’Ambito con relativo quadro economico – finanziario e tariffario, Contratto di servizio), ma anche in riferimento alla tutela dell’utenza. Per tali aspetti, il documento fondamentale è la Carta del Servizio. 3 – Panoramica sulle iniziative di ampio respiro previste nel 2009 3.1 - Il Piano d’Ambito Il Piano d’Ambito è, in estrema sintesi, il documento fondamentale allegato al Contratto di servizio che l’A.ATO sottoscriverà col Gestore. Esso contiene, infatti: Il programma degli interventi Il modello gestionale ed organizzativo Il piano finanziario e tariffario. Con Deliberazione n. 5 del 7/12/2007, è stato approvato dall’Assemblea dei Sindaci, questo importante documento programmatorio, contenente la definizione della Tariffa Reale Media (TRM) calcolata secondo il metodo nazionale e l’adesione al modello organizzativo imposto dalla (allora) vigente normativa regionale, che prevede una Patrimoniale proprietaria degli asset, che realizza gli investimenti, ed un Erogatore scelto con gara. Le modifiche normative introdotte dalla recente L.R. 1/2009 richiederanno, da parte dell’Assemblea, la conferma o la modifica del suddetto modello gestionale. Con la successiva Deliberazione n. 9 del 12 Maggio 2008, è stata approvata la modulazione della TRM, ed il nuovo sistema tariffario è stato applicato con decorrenza 1/1/2008. Le determinazioni dell’Assemblea in materia di organizzazione del servizio, comporteranno la transizione verso il metodo tariffario regionale (approvato con D.G.R. 8/5448 del 26/9/2007) o il mantenimento del metodo nazionale. Allo stato attuale, il servizio idrico è svolto dagli attuali gestori su autorizzazione dell’Autorità d’Ambito, in vigenza di una decisione dell’Assemblea (Deliberazione n. 6 del 7/12/2007) che riconosce Padania Acque come Società di partenza per l’aggregazione dei rami patrimoniali degli attuali gestori attorno ad una new company denominata “Cremona Acque”. Con Deliberazione dell’Assemblea dei Sindaci n. 13 del 19/12/2008, è stata approvata la TRM per l’anno 2009, che verrà modulata con successivo atto. Come già avvenuto per la TRM del 2008, la modulazione della TRM del 2009 sarà attuata internamente agli uffici: tale operazione di predisposizione e continuo aggiornamento risulta particolarmente onerosa, ma consente un controllo in tempo reale da parte degli organi di indirizzo in materia di scelte che incidono sull’utenza dell’ambito. La citata Deliberazione n. 13 del 19/12/2008 contiene inoltre il mandato agli uffici per svolgere, nel corso del 2009, alcune attività di approfondimento e di adeguamento della modulazione tariffaria in relazione all’obiettivo di maggiore uniformità ed equità: in particolare si dovrà: 1. Applicare al sistema tariffario la strategia stabilita per recuperare gli effetti della sentenza 335/08 C.C., integrando i principi generali Deliberati dall’Assemblea di: • NON aumentare le tariffe (ACQ, FOG, DEP) degli utenti depurati (per restituire quanto richiesto da utenti non serviti o per realizzare i loro impianti) • diminuire, gli investimenti per nuove infrastrutture, utilizzando parte del delta del 2008 per coprire il minor introito • accelerare la realizzazione delle opere finalizzate alla depurazione ancora mancanti, in modo da diminuire, in tempi brevi il mancato ricavo, con le disposizioni in materia che, alla data di predisposizione del presente Rapporto, risultano in via di approvazione ed inserite nella norma di conversione del Decreto Legge n. 208 del 30/12/2008 (recante “Misure straordinarie in materia di risorse idriche e protezione dell’ambiente”); 2. Determinare in via definitiva la tariffa per il servizio di raccolta, allontanamento e depurazione delle acque reflue industriali in fognatura; 3. Avviare, se necessario, il passaggio dal metodo normalizzato nazionale al metodo regionale; 4. Affrontare il problema degli elevati costi in bolletta delle cosiddette “utenze deboli” e di particolari tipi di utenze (ospedali, carcere, …); 5. Uniformare, in tutti i bacini tariffari, le definizioni delle tipologie di uso; 6. Raccogliere dati di volume per fasce predefinite in modo da consentire la progettazione di un unico sistema di scaglioni crescenti per tutto l’ambito; 7. Avviare un confronto con i gestori per la creazione di un unico software per la fatturazione; 8. Avviare un confronto con i gestori per l’adozione di un unico modello di bolletta; 9. Allineare l’anno 1 nuova tariffa con anno 1 nuovi investimenti. Con Deliberazione n. 12 del 19/12/2008 è stato approvato l’elenco degli interventi da attuare nel trentennio di pianificazione, aggiornato a quella data, a seguito della ricognizione effettuata nel mese di maggio 2008 e delle necessità via via insorte anche a seguito dell’istruttoria delle istanze di autorizzazione allo scarico rilasciate o denegate dal Settore Ambiente della Provincia. Alla luce di nuove ed ulteriori urgenze ed opportunità in tema di adeguamento, miglioramento o ottimizzazione delle infrastrutture del servizio idrico, tale elenco verrà ulteriormente aggiornato nel corso dell’anno. 3.2 - La Convenzione di Gestione La Convenzione di Gestione (unitamente ai suoi allegati) rappresenta il documento fondamentale assunto come base contrattuale ai fini dell’esercizio, da parte dell’Autorità d’Ambito, delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sullo svolgimento delle attività previste. Oltre al Piano d’Ambito già citato, costituiscono allegati di particolare importanza al Contratto di servizio, ad esempio: il Disciplinare tecnico, l’elenco dei contratti strumentali all’esercizio del Servizio Idrico Integrato, le misure di coordinamento fra i soggetti gestori, il Regolamento di utenza, la Carta dei servizi, il Regolamento di fognatura, il Manuale della qualità per l’erogazione dei servizi, il Piano di ricerca e riduzione delle perdite, linee guida di natura tecnica. Nelle more delle decisioni dell’Assemblea relativamente all’organizzazione del sistema gestionale, ed in attesa che si concluda il descritto processo aggregativo, il cui compimento è previsto entro il prossimo Aprile, sono già state (sostanzialmente) concluse le attività di redazione della Convenzione di Gestione con la Patrimoniale, in conformità con lo schema tipo regionale, e del relativo Disciplinare Tecnico, elaborati da un apposito tavolo tecnico coordinato dall’A.ATO e partecipato da rappresentanti dei gestori operanti nell’Ambito. Tali elaborati saranno sottoposti ai competenti organi politici per la formale approvazione, in vista di una possibile sottoscrizione. 3.3 – Definizione primi investimenti “Gestore Reti” A seguito della formale sottoscrizione della Convenzione di gestione di cui al precedente Capitolo, la Patrimoniale, a cui è stato riconosciuto l’esercizio dell’attività di “Gestore Reti”, viene legittimata ad effettuare i primi investimenti che dovranno essere individuati tra gli interventi prioritari previsti dal Piano d’Ambito. Il “Gestore Reti” dovrà quindi predisporre la prima proposta di Programma Operativo Triennale (POT) e Programma Operativo Annuale (POA), secondo le procedure previste dal Disciplinare Tecnico allegato alla Convenzione di Gestione, per un ammontare complessivo di investimenti che verrà definito dall’Autorità d’Ambito, sulla base delle risorse che saranno disponibili a seguito della verifica delle entrate versate nel fondo vincolato dell’Autorità, in applicazione della Tariffa d’Ambito dell’anno 2008, così come disciplinato con Deliberazione n. 9 approvata dall’Assemblea Consortile nella seduta del 12 maggio 2008. 3.4 – Procedure per affidamento attività di Erogazione In conformità alle decisioni che verranno assunte dall’Assemblea Consortile per quanto attiene al modello gestionale, l’Autorità dovrà poi avviare le procedure per l’affidamento dell’attività di Erogazione, definendo il “Contratto di servizio”, per la cui elaborazione si renderà necessario ricorrere a consulenze specialistiche. 3.5 - Prosecuzione dell’attività di consolidamento della “neonata” struttura consortile Nel corso del 2008, si sono avviate, e solo in parte completate, le attività volte alla transizione dell’Autorità d’Ambito, dalla forma convenzionale (art. 30 TUEL) a quella consortile (art. 31 TUEL), resa obbligatoria dall’art. 148, comma 1, del d.lgs. 152/2006.
4 - Disamina di dettaglio delle attività previste in materia di regolazione Come già accennato, l’Autorità d’Ambito, in estrema sintesi, indirizzerà e controllerà l’operato del gestore, valutando il rispetto dei contenuti dei documenti di riferimento assunti come base contrattuale e considerati garanzia di un adeguato livello dei servizi a costi sostenibili nel rispetto dell’ambiente e della vigente normativa. Data l’elevata complessità e la variabilità spaziale e temporale delle condizioni del sistema oggetto del controllo, (che si concretizza nel complesso rapporto fra realtà territoriale ed ambientale, gestore, utenza e regolazione), si deve ritenere che un semplice controllo ex post, basato unicamente sul valore assunto da un set di indicatori e sulla applicazione di eventuali penalizzazioni, non raggiunga il risultato strategico fondamentale: l’Autorità d’Ambito, pertanto, si organizzerà al fine di interpretare il ruolo di controllo che le è proprio, come interazione, e monitoraggio costante, che riguarderà gli aspetti considerati nei paragrafi seguenti. 4.1 - L’operato del Gestore In riferimento all’operato del gestore, l’Autorità d’Ambito si occuperà di: - evoluzione infrastrutturale: l’attuazione infatti, nei tempi stabiliti, degli interventi previsti, costituisce il presupposto fisico per raggiungere i livelli di servizio richiesti. La definizione di Piani Operativi Annuali e Triennali degli Interventi da realizzare in attuazione del Piano d’Ambito, costituirà lo strumento attuativo sul quale concordare obiettivi verificabili. Il Piano degli Interventi previsti dalla Pianificazione d’Ambito, è infatti impostato come “cornice di obiettivi”, ossia un Piano di obiettivi strategici, che definisce la mole di investimenti necessari per la durata del Piano (30 anni), che consentono poi di ripartire su tale arco di tempo l’entità degli investimenti sostenibili dalla tariffa d’Ambito. Questo presuppone quindi un Piano flessibile ed adattabile alle mutate esigenze, che richiede, per la scelta nel dettaglio delle opere da realizzare (sulla base delle risorse della tariffa a ciò destinate), pianificazioni a breve e medio termine, che partiranno dalle proposte del Gestore basate sulle priorità stabilite dall’A.ATO; sarà inoltre necessario accertare che le opere via via realizzate siano conformi alle norme tecniche vigenti e ai principi di buona regola d’arte, anche in termini di congruità dei prezzi, e che il Gestore colga le opportunità offerte da progresso tecnico e tecnologico per la riduzione dei costi. A tal fine, l’A.ATO si organizzerà per garantire l’esecuzione di un’attività ispettiva presso il Gestore, disciplinata dal contratto di servizio, attraverso l’effettuazione di tutti gli accertamenti, sopralluoghi e verifiche opportune in ordine a documenti, opere ed impianti, purché, ovviamente, attinenti ai servizi oggetto di regolazione;
- verifica del bilancio di esercizio, dell’andamento degli investimenti, del conto economico, dei costi operativi, dell’equilibrio economico finanziario delle gestione, di efficienza ed economicità, e degli altri dati tipici del gestore, secondo un metodo di controllo conosciuto e condiviso ed adeguati indicatori di sintesi anche al fine di procedere alla revisione tariffaria ed all’avvio delle eventuali procedure di penalizzazione e rimborsi;
- verifica dell’attualità della pianificazione vigente (Piano d’Ambito), impostando un rapporto di collaborazione con il gestore, che deve consentirne l’aggiornamento, l’adeguamento e l’ottimizzazione;
- verifica della corretta comunicazione dei dati e delle informazioni all’Autorità d’Ambito ed al Comitato di Vigilanza, elaborando (e condividendo) idonee procedure secondo standard prestabiliti che consentano il superamento delle asimmetrie informative (scambio di dati fra SIT ATO e SIT Gestore); l’organizzazione del flusso informativo Gestore – A.ATO, da formalizzare nel contratto di servizio, costituisce infatti uno degli elementi di maggiore criticità nella regolazione del servizio medesimo.
4.2 - La tutela dell’utente In riferimento all’utente, l’Autorità d’Ambito si occuperà di: controllo circa il livello del servizio (acquedotto, fognatura, depurazione), dal punto di vista della qualità dello stesso e della sua continuità (Carta del Servizio), così come percepito dall’utente (indagini di customer satisfaction), provvedendo poi alle elaborazioni statistiche e cartografiche per l’analisi dei dati; valutare la soddisfazione dell’utente (eventualmente attraverso le associazioni a tutela del consumatore e le altre rappresentanze sociali) anche in relazione alle segnalazioni, pervenute direttamente all’Autorità od al Gestore; assicurare il rispetto della vigente normativa in materia di acqua potabile erogata al consumo; monitorare il grado di ragguaglio fornito all’utente, prevedendo eventuali azioni di educazione, formazione, informazione, pubblicizzazione ecc.; verrà data attuazione ad un progetto totalmente finanziato dalla Regione Lombardia, che dovrà consentire, in collaborazione con Regione stessa, ARPA e Provincia, di inquadrare le problematiche correlate alla presenza possibili inquinanti di origine geologica nei pozzi per approvvigionamento autonomo, nelle aree non servite da acquedotto, individuando metodologia di approccio e possibili soluzioni.
4.3 - La tutela dell’ambiente In riferimento alla tutela dell’ambiente, l’Autorità d’Ambito si occuperà di: attenuazione e, ove possibile, eliminazione delle criticità ambientali (qualitative e quantitative evidenziate nella pianificazione d’ambito), monitorando la loro evoluzione; valutazione delle conseguenze sull’ambiente delle scelte operate, in relazione alla convergenza delle stesse verso gli obiettivi della pianificazione sovra-ordinata o concorrente col Piano d’Ambito (Piano di tutela, Pianificazione dell’Autorità di Bacino, PRRA, PRG, PTCP, ecc.); perseguire il rispetto dei limiti e delle scadenze previste dalla normativa in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee; implementare la corretta applicazione delle procedure di Valutazione di impatto ambientale e di Valutazione ambientale strategica.
4.4 - Dinamica tariffaria e sostenibilità In riferimento agli aspetti tariffari, oltre ai temi di dettaglio già enunciati al punto 3.1, l’Autorità d’Ambito si occuperà di: vigilare sulla corretta applicazione della tariffa, determinata in base al piano d’Ambito e secondo i criteri normativi vigenti, nella sua modulazione e con il progressivo allineamento ai valori stabiliti; governare l’evoluzione tariffaria prevista in relazione all’evoluzione della realtà dell’ambito, alla realizzazione degli investimenti, all’operatività delle infrastrutture, alle evoluzioni della pianificazione, alle istanze dell’utenza e del gestore; - approfondire gli aspetti inerenti la sostenibilità della tariffa e l’effettiva accessibilità alla risorsa, attraverso idonee quantificazioni (distribuzione del reddito, incidenza sul reddito, capacità contributiva ecc.): a tale proposito, si procederà ad avanzare richiesta di finanziamento, a valere su un Bando Cariplo, attivo anche nel 2009, finalizzato alla realizzazione di uno studio in materia di strumenti economici nel servizio idrico integrato:la proposta di ricerca ha lo scopo di analizzare il sistema degli strumenti economici applicati in Italia e a scala di Ambito nel servizio idrico integrato per verificare in che modo i singoli strumenti (tariffa, tasse di scopo, fiscalità generale) e l’insieme degli strumenti perseguono tre diversi obiettivi:
- la remunerazione del gestore per la corretta copertura dei costi industriali nel rispetto della tutela di consumatori
- la promozione di politiche ambientali tese a ridurre i consumi e gli sprechi di acqua e a migliorare la qualità delle acque restituite ai corpi recettori
- la promozione di politiche sociali tese a rendere sostenibili (affordability) le tariffe idriche per gli utenti deboli del servizio ovvero le famiglie a basso reddito.
L’originalità della ricerca sta proprio nel tentativo di analizzare congiuntamente questi tre aspetti e sempre congiuntamente i diversi strumenti economici applicati (tariffa del servizio idrico secondo il metodo nazionale e regionale, strumenti fiscali ordinari, tassa di scopo (canne per gli attingimenti e le derivazioni). L’analisi verrà effettuata a scala dell’Ambito Territoriale ottimale di Cremona anche se a titolo comparativo saranno considerate altre realtà lombarde. Dagli approfondimenti che saranno meglio descritti nel seguito, l’Autorità d’Ambito si propone di definire dei criteri di attuazione della tariffa basati su principi di carattere sociale e allo stesso tempo remunerativi per il gestore. L’obiettivo dell’analisi è quello di creare uno strumento operativo che assimili modalità di calcolo innovative per definire: • un livello di prezzo del servizio che sia equo • un modello applicativo di articolazione tariffaria adeguato allo scenario dell’ATO di Cremona. La ricerca conterrà anche alcuni cenni a come altre realtà italiane ed europee hanno affrontato i diversi aspetti oggetto della stessa: - attuare gli adempimenti che la normativa porrà in capo alle Autorità d’Ambito, in relazione al recupero delle conseguenze della pubblicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008: in particolare, se confermato il testo dell’emendamento attualmente in discussione, che dovrà costituire l’articolo 8 bis della legge di conversione del Decreto Legge n. 208 del 30/12/2008, sarà necessario compiere una complessa operazione di ritaratura della pianificazione tecnica ed economico finanziaria, al fine di consentire la restituzione delle imposizioni non dovute, rideterminare l’equilibrio economico del sistema con minori introiti, definire l’ammontare e il periodo di applicazione della quota di tariffa da parte di utenti non ancora serviti, i cui impianti siano in via di realizzazione, definire ed attuare modalità di rendicontazione agli stessi dell’avanzamento dei lavori;
- dare piena attuazione ai contenuti della Deliberazione dell’Assemblea n. 14 del 19/12/2008, con la quale sono state approvate le modalità di determinazione della tariffa degli scarichi da insediamenti produttivi in fognatura. Gli Uffici hanno prodotto un applicativo per il calcolo automatico dell’importo dovuto: nel corso del 2009 verranno svolte le necessarie sperimentazioni
5 - ULTERIORI COMPITI POSTI A CARICO DELL’AUTORITA’ D’AMBITO Oltre all’attività attinente alla regolazione, diversi livelli normativi attribuiscono all’Autorità d’Ambito i compiti di seguito descritti. Molti di essi sono già a carico degli Uffici, e se ne assicurerà la prosecuzione: altri saranno impostati a partire dai primi mesi del 2009. 5.1 - Compiti previsti dal D.lgs. 152/2006 | - art. 94 | comma 1: | proposta ai Comuni per individuare aree di salvaguardia dei pozzi destinati ad uso potabile | | - art. 102 | comma 3, lettera c: | autorizzazione degli scarichi industriali che si immettono in fognatura (competenza ora riservata ai Comuni, da esercitare a far tempo dall’affidamento del S.I.I. all’erogatore) | | - art. 107 | comma 1 | adozione di norme tecniche per scarico acque reflue industriali in fognatura; | | | comma 2: | approvazione Regolamento Gestore per scarichi acque reflue domestiche in fognatura | | - art. 110 | comma 2: | autorizzazione Gestore a trattare rifiuti liquidi nell’impianto depurativo | | | comma 6: | determinazione tariffa per trattamento rifiuti liquidi e materiali | | - art. 143 | comma 2: | funzioni relative alla tutela dei beni di acquedotto, fognatura, impianti di depurazione, ossia (in base art. 823 Codice Civile) adozione di azioni a difesa delle suddette proprietà, ossia le azioni di rivendicazione, e di reintegrazione dei beni, nonché di manutenzione. | | - art. 152 | | interventi dell’ATO con funzione sostitutiva, nel caso di inadempienze del Gestore; | | - art. 155 | comma 1: | costituzione e gestione di un fondo vincolato, su cui vengono depositate le tariffe introitate dal Gestore, nel caso manchi l’impianto depurativo. Risorse da mettere poi a disposizione per interventi di Piano. Autorizzazione dei sistemi di collettamento e di depurazione propri, che esentano l’utente dal pagamento della tariffa del servizio di fognatura e depurazione. |
5.2 - Compiti previsti dai regolamenti attuativi della L.R. 26/2003 In attuazione della l.r. 26/2003, che disciplina le risorse idriche (oltre ai rifiuti, energia, gestione del sottosuolo) la Giunta2006, ha approvato il Programma di Tutela e Uso delle Acque (PTUA), che organizza le conoscenze in termini di disponibilità delle acque, di impatti sulle stesse e di qualità delle risorse, e definisce le misure per raggiungere gli obiettivi ambientali stabiliti (ha cioè un valore di Piano stralcio del Piano di Bacino). regionale nel marzo Le Autorità d’Ambito, attraverso lo strumento del Piano d’Ambito, hanno un ruolo rilevante nell’attuazione del PTUA. L’ATO deve quindi applicare le varie disposizioni contenute in tale Programma, ed, in particolare, nelle sue Norme Tecniche di Attuazione (NTA), nonché nei successivi Regolamenti Regionali. In particolare: | art. 30 | comma 3 – NTA | individuazione, in dettaglio, delle zone di protezione delle risorse idriche da mantenere all’utilizzo potabile; | | art. 14 | comma 4, R.R. 2/06: | proposta ai Comuni per l’integrazione e modifica delle delimitazioni delle aree di tutela assoluta e di rispetto delle captazioni potabili; | | art. 7 | commi 3 e 4 NTA: | proposta di variante alla Regione della programmazione di infrastrutture fognarie, di collettamento e depurazione; | | art. 48 | comma 2 l.r. 26/03 e art. 4 R.R. 3/06: | definizione degli “agglomerati”, nonché delle parti di agglomerati prive di fognature; successivo aggiornamento (ogni sei mesi); | | art. 48 | comma 2, lett. i bis: | la conferma della disposizione nazionale (art. 102, d.lgs. 152/06) circa la competenza dell’ATO per il rilascio della autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali nella rete fognaria, che comporta anche l’attività attribuita ai Comuni “anche in forma associata (art. 42, comma 1, l.r. 26/03) circa “la costituzione, la tenuta e l’aggiornamento di una banca dati relativa alle autorizzazioni rilasciate per tali scarichi.” |
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