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| Mercoledì 19 Marzo 2008 14:31 |
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A.ATO “Autorità d’Ambito Cremonese” L’Autorità per la pianificazione e la regolazione dei servizi idrici, è un consorzio obbligatorio degli Enti Locali della provincia di Cremona istituito ai sensi dell’art. 148, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
A.ATO “Autorità d’Ambito Cremonese”: chi è e cosa fa…?
A.ATO significa Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale……è purtroppo un nome “difficile”, e soprattutto da questo nome non si comprende l’attività di questo Ente poco conosciuto…..
L’A.ATO si occupa di acqua. Più precisamente di acqua potabile, dalla distribuzione alla sua depurazione una volta usata e quindi inquinata.
L’Autorità d’Ambito Cremonese è “semplicemente” l’insieme dei 115 Comuni e della Provincia: i Comuni hanno deciso di trasferire all’A.ATO l’esercizio della titolarità del Servizio Idrico. Cosa significa questo? Significa, a grandi linee, che se prima ogni Comune decideva “autonomamente” o tramite la sua Azienda le linee pianificatorie, gli investimenti e la tariffa in materia di servizi idrici, ora tali decisioni sono assunte in modo collegiale dall’Assemblea dei Sindaci che definisce un piano degli interventi necessario al miglioramento del servizio idrico in tutti i comuni della provincia, e reperisce le risorse necessarie. Infatti, fra i compiti più rilevanti dell’Autorità vi è la determinazione della tariffa che deve assicurare la copertura dei costi gestionali di esercizio, ma anche la possibilità di sostenere gli investimenti garantendo ammortamento e remunerazione dei capitali investiti. Ciò, in quanto la vigente normativa, prevede che lo Stato e la Regione concedano finanziamenti a fondo perduto in misura molto ridotta e l’intero sistema del servizio idrico (i costi di gestione, ma anche le nuove opere, le manutenzioni, i rifacimenti delle reti …) debba trovare il modo di “autofinanziarsi”, appunto, con la sola tariffa del cittadino utente
L’A.ATO, si sostituisce inoltre ai singoli Comuni ed alle Aziende nella programmazione e nel controllo della gestione del servizio idrico all’interno dell’Ambito (il territorio provinciale), organizzandolo sulla base di criteri di efficienza, efficacia ed economicità.
Abbiamo detto che l’A.ATO si occupa di acqua potabile. E’ importante precisare però che l’A.ATO non è una Azienda e quindi non è un gestore (ossia il soggetto che porta l’acqua ai rubinetti e che realizza le opere….).
L’A.ATO definisce degli obiettivi e controlla la realizzazione degli investimenti (cioè delle opere che i Sindaci hanno deciso di realizzare). In poche parole è l’Autorità per la pianificazione e la regolazione del servizio idrico (acquedotto + fognatura + depurazione) a servizio del cittadino utente, ossia il Garante dei Servizi Idrici.
Chi gestisce il servizio idrico...?
Il servizio idrico, invece, viene gestito da un altro soggetto: il Gestore, appunto. Il Gestore, ora come ora, lo conosciamo sotto vari nomi: in molti casi è il Comune, oppure sono le Aziende, AEM a Cremona, APES a Pandino, A.S.M. a Castelleone, A.S.P.M. a Soresina, Padania Acque, SCS a Crema. In un prossimo futuro lo individueremo con un unico nome: un unico Gestore dei servizi idrici infatti si occuperà, per tutti i comuni della provincia, dell’erogazione del servizio, mentre un’unica Patrimoniale si occuperà degli investimenti.
L’A.ATO svolgerà, quindi, una funzione di regolatore in assenza di concorrenza nel mercato del servizio idrico (che per propria natura è un servizio a “scala locale” ed in regime di monopolio), con l’obiettivo di assicurare la tutela del consumatore nei confronti del Gestore monopolista (quindi senza che vi sia, per il cittadino utente, la possibilità di scegliere tra diversi operatori).
L’A.ATO definisce, inoltre, i livelli e gli standard di qualità del servizio idrico integrato in modo omogeneo su tutto il territorio provinciale (l’Ambito), e assicura che le risorse, costituite dalla tariffa pagata dal cittadino utente, siano ben investite, gli obiettivi raggiunti, la qualità del servizio garantita.
Perché questa “riforma”?
La rivoluzione epocale nella gestione del Servizio idrico impostata dalla Legge n. 36/94 (Legge Galli), è ormai prossima alla sua completa attuazione.
Il percorso tracciato a livello nazionale dalla legge 36/94 e dal più recente Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) e, a livello regionale, dalla legge 26/2003, prevede che il servizio idrico integrato sia organizzato a livello di ambito territoriale ottimale (ATO), dimensionato in modo tale da consentire interessanti economie di scala.
Un altro punto caratterizzante del nuovo impianto normativo è quello che afferma l’integrazione obbligatoria del servizio di acquedotto con quelli di fognatura e depurazione, servizi che attualmente sono gestiti in forma separata e con disomogeneità tariffaria.
L’obiettivo è quello di accelerare il processo di accorpamento delle gestioni esistenti e la loro rapida trasformazione in senso industriale e imprenditoriale.
Questa impostazione ha lo scopo innanzitutto di ridurre le gestioni esistenti e consentire la nascita di gestori industriali di medie e grandi dimensioni che comprendono, comunque, il ciclo completo del Servizio Idrico Integrato.
L’operato, assolutamente innovativo della riforma, è la separazione delle funzioni di governo, programmazione e controllo dalle funzioni di gestione dei servizi, le prime affidate alla Regione ed alle A.ATO, le seconde affidate in via esclusiva al gestore industriale selezionato dall’A.ATO stessa. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Giugno 2008 09:29 |
Autorità d'Ambito Cremonese
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